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Dal 1943 al 1953


La Vespa e la sua leggenda non avrebbero mai avuto occasione di esistere, se l’industria che la produce da più di cinquant’anni non fosse stata creata e condotta da Rinaldo Piaggio.(1864-1938)(sotto,foto sinistra).Gli stabilimenti dell’azienda furono prima utilizzati per la realizzazione di interni navali,poi per la produzione di materiale ferroviario e in seguito vennero impiegati per produzioni aeronautiche.

Rinaldo Piaggio motore piaggio areonautico 300px pxi Dat3 di Corradino D'AscanioCorradino D'Ascanio

La Piaggio inizia nel 1924 la produzione a Pontedera dei primi motori Jupiter da 400 cavalli fino ad arrivare al P XII RC,un 18 cilindri a doppia stella da ben 1750 cavalli(sopra,foto centro). L’azienda ha anche al suo attivo una ventina di primati conquistati con gli aeromobili di sua produzione negli anni ‘20 e ‘30. Inoltre sono i tecnici della Piaggio, guidati dall’ingegner Corradino D’Ascanio, che progettano il DAT 3 (sopra,foto destra), il primo elicottero della storia effettivamente manovrato dall’uomo e con eliche montate su giunto cardanico). La storia della Piaggio ha però una svolta nel dopoguerra, quando, il 23 aprile 1946, su progetto dello stesso D’Ascanio, viene brevettata una motocicletta il cui nome diventerà quasi un sinonimo di “Piaggio”: La VESPA.

VESPA MP5 “PAPERINO” (1943)

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Il prototipo MP5 ,soprannominato “Paperino”, è stato creato dall’ingegner Renzo Spotti. Questo esemplare non era piaciuto ad Enrico Piaggio, il quale ne bloccò la produzione dopo i primi esemplari costruiti. In seguito il progetto venne affidato a Corradino D’Ascanio che disegnò la prima Vespa.

VESPA MP6 (1945)

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Nel 1945 Corradino D’ascanio presenta ad Enrico Piaggio il prototipo MP6 e viene subito apprezzato per l’ampia parte centrale a disposizione del guidatore.E’ un mezzo totalmente innovativo che sfrutta molte soluzioni di derivazione aeronautica come la scocca portante, il cambio sul manubrio, il leveraggio della sospensione anteriore per una facile sostituzione della ruota. Inoltre freno posteriore a pedale,leva per la messa in moto, motore sotto la sella….tratti che contraddistigueranno la futura Vespa.

VESPA 98 (1946)

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E’ il primo modello di Vespa costruita su larga scala dalla Piaggio, interamente progettata da Corradino D’ascanio e presentato per la prima volta nel 1948. Presentata al pubblico al circolo del golf di Roma, sullo scudo compare per la prima volta il logo Piaggio in sostituzione a quello aeronautico.Prodotta a Pontedera e commercializzata dalle concessionarie Lancia, prodotta nel primo anno in 2.484 esemplari.Cilindrata di 98 cc., 2 tempi, 3 marce, 3,2 cv a 4500 giri per 60 km/h di velocità massima.

VESPA 98 II SERIE (1947)

vespa98-iiserie.jpg Vespa 98 II serie

Prodotta in 16.500 esemplari con diverse migliorie rispetto al modello precedente come ad esempio il parafango dalle dimensioni ridotte e senza sportello che permette la sostituzione della ruota anteriore in maniera più agevole.Essendo molto richiesta e avendo tempi di consegna lunghi, nasce un fiorente mercato nero che vede questo modello Vespa protagonista con prezzi doppi a quelli di listino.

VESPA 98 CORSA (1947)

vespa98corsa.jpg Vespa 98 Corsa Vespa 98 Corsa

La prima sorprendente e fantastica Vespa da corsa che la Piaggio produce e distribuisce ai concessionari nel ‘47.Partecipa a molte gare in salita e in circuito ottenendo vittorie nella categoria Scooter, ad esempio nella Gran Premio di Napoli (1947) e nella Cronoscalata di Rocca di Papa (Roma).Derivata dal modello di serie, si differenzia per lo scudo più stretto e bombato, manubrio più stretto, per l’assenza del clacson sul nuovo musetto, la sella in posizione arretrata per consentire al pilota di assumere una posizione aerodinamica, freno posteriore a sinistra azionabile con il tallone e sospensione posteriore a balestra.

VESPA 98 CORSA (CIRCUITO) (1947)

vespa98circuito.jpg Vespa 98 Corsa (Circuito) Corsa Circuito

(Museo Piaggio:a sinistra la Vespa 98 Corsa, al centro la Vespa 98 Corsa Circuito)

Costruita per dimostrare al mondo la capacità del piccolo scooter di Pontedera di essere competitivo nelle gare dell’epoca. Monta tubo sterzo e relativa sospensione a destra (soluzione adottata sulla Vespa 125 nel ‘48 in poi), ammortizzatore a frizione registrabile, parafango anteriore aderente e stretto per ottimizzare il coefficiente di penetrazione, carrozzeria costruita a mano su telaio d’acciaio,aerodinamica e di ridotte dimensioni, serbatoio maggiorato con tappo ad apertura rapida, manubrio cromato dalla forma particolare e dimensioni ridottissime, niente fanali nè clacson, motore ben in vista,ancora sospensione posteriore a balestra a sfoglie d’acciaio, scarico a megafono(di moda negli anni 40-50,ma non efficace come si credeva), avviamento a spinta, prima marcia molto lunga e le altre due molto ravvicinate, cerchi scomponibili e pneumatici Pirelli tipo corsa da 3,50×8”.Naturalmente colore rosso…

VESPA 125 (1948)

vespa125-1949.jpg Vespa 125

Nel 1948 la Piaggio immette sul mercato la nuova Vespa, cilindrata 125 cc. Nel ‘46- ‘47 erano già state prodotte quasi 1200 esemplari Vespa con telaio dalla 98 e motore 125 cc. per il mercato estero.Così alla fine del 1947 Enrico Piaggio decide di cessare la produzione della Vespa 98 per essere rimpiazzata dalla 125, venduta poi anche sul mercato italiano.Migliorato il cambio rispetto alla 98, aumentato l’alesaggio a 56,5 contro i 50 precedenti facendo lievitare la cilindrata a 125 cc, viene montato un ammortizzatore posteriore, spostato il tubo di sterzo a destra, adottata una nuova sella, nuovo fanale anteriore, sportello per l’ispezione del carburatore(TA 17), diverso leveraggio della bacchetta del cabio, viene istallato il cavalletto,laterale per i primi modelli e centrale per i successivi.

VESPA 125 CORSA (1949)

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Nel 1949 viene costruita la Vespa 125 Corsa con il telaio in lega, stessa lega utilizzata per la costruzione degli aerei, assemblato con ribattini anch’essi in lega, soluzione tecnologicamente avanzata per il periodo. Grande serbatoio allungato verso lo sterzo, garanzia di autonomia e ottimizzazione di giuda ad alte velocità. La Vespa 125 Corsa partecipa a varie gare uscendone vincitrice in molte di queste, ad esempio 1° e 2° posto al Gran Premio di Bologna(rispettivamente Giuseppe Cau e Dino Mazzoncini).

VESPA 125 CIRCUITO (1949)

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In questo periodo (fine degli anni ‘40), la maggior parte delle case costruttrici di moto si impegnarono molto nelle competizioni (che si svolgevano soprattutto in circuiti cittadini) allo scopo di avvicinare il grande pubblico al mondo delle due ruote….in altre parole, le corse servivano per far pubblicità. Anche la Piaggio non è da meno e il suo Reparto Esperienze costruisce tutti i modelli da corsa utilizzati nelle gare fino a metà anni ‘50 guidati dai piloti ufficiali Dino Mazzoncini e Giuseppe Cau che nel 1950 vince la gara a cronometro Catania-Etna nella categria 125.

VESPA MONTLHERY (1950)

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Dopo le gare è il momento dei record…la Piaggio promuove l’immagine sportiva della Vespa in questa categoria. Il 7 Aprile 1950 sul circuito francese di Montlhery, in 10 ore di prova e con tre pilioti che si alternano alla guida, la Vespa conquista ben 17 record mondiali tra cui quello dell’ora con una media di 134 km/h, delle 100 miglia con una media di 129,7 km/h ,delle 500 miglia con una media di 123,9 km/h, dei 1000 km con una media di 124,3 km/h e delle 10 ore, durante le quali percorre 1049 km!

VESPA SILURO (1951)

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Nel ‘51 la Vespa va alla conquista del più prestigioso record…il chilometro lanciato.Il 9 febbraio, tra il 10° e l’11° km dell’autostrada Roma-Ostia,la Vespa con motore a due pistoni contrapposti dalla potenza di 17,2 cv a 9500 giri, progettata da Corradino D’Ascanio, guidata dal collaudatore Dino Mazzoncini (sperimentò un casco con una lunga pinna sul retro) ottiene il primato sul chilometro lanciato con 171 km/h di media e un tempo di circa 21 secondi. Il motore era ricavato da un lungo cilindro in ghisa dove scorrevano due pistoni con moto contrapposto che in risalita formavano una camera di scoppio,i due alberi erano uniti da una serie di ingranaggi, il raffreddamento era a liquido con radiatore sul lato posteriore sinistro, i carburatori (Dell’Orto SSI 23) erano stati progettati e costruiti appositamente così come le gomme dalla Pirelli.

VESPA 125 (1951)

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Simile al modello del 1948, la Vespa del 1951 si differenzia per il maggior confort dato dall’ammortizzatore idraulico presente anche sull’anteriore. Il cambio diventa molto più preciso grazie all’adozione di cavi flessibili in sostituzione della bacchetta. Diverso nell’estetica il faro posteriore che diverta rettangolare e il telaio, nella parte posteriore, non presenta più nervature come nel modello del ‘50. Cambia anche la sella nella forma e nel colore. Questa è la Vespa dell fughe romantiche per Roma nell’indimenticabile film “Vacanza Romane” con Audrey Hepburn e Gregory Peck.

VESPA 125 SEI GIORNI (1951)

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Veicolo derivato dalle competizioni di regolarità alle quali partecipa con notevoli risultati: alla XXVI Sei Giorni internazionale del 1951 vinse nove medaglie d’oro su dieci concorrenti partiti e da questa gara ne prende il nome. La Vespa Sport vinse anche il Trofeo della Federazione Motociclistica Italiana sempre nel 1951.Simile alla Vespa di serie, ma di fatto diversa in tutte le sue parti, la Sport del ‘51 si riconosceva tra mille, anche da lontano, per il suo inconfondibile rumore dato dalla marmitta ad espansione. Il carter motore erano fusi in terra ed erano diversi da quelli montati di serie,il cambio e frizione erano rinforzati, carburatore SS 25 costruito ad hoc dalla Dell’Orto. Esteticamente presentava 2 ruote di scorta nella pedana centrale, serbatoio di grandi dimensioni con rettangolo in gomma sul tappo (usato dal pilota come sellino in posizione abbassata), faro anteriore diverso denominato “a periscopio”, scudo anteriore molto aerodinamico e molti altri particolari.

VESPA 125 U (1953)

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Prodotta in soli 7000 esemplari, la Vespa U è tra gli scooter più ricercati dai collezionisti. Nata nel ‘53 come modello economico, infatti la U stà per “Utilitaria”, per contrastare la concorrenza della Lambretta, viene messa in commercio al prezzo di 110.000 Lire. E’ la prima vespa destinata al mercato italiano che monta il faro sul manubrio anzichè sul parafango anteriore.

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